L'ULTIMO SACERDOTE E LA MONTAGNA INCANTATA

IL MIO ROMANZO

L’ultimo sacerdote è ambientato sull’Amiata, la Montagna Incantata: forti emozioni e continui colpi di scena accompagneranno Anna Donati, il giovane avvocato, nella soluzione di complicati e misteriosi casi. È in questo luogo, l’Amiata, che realtà e fantasia si intrecciano per dar vita a magiche avventure. E’ proprio la magia della Montagna Incantata l’ingrediente che non mancherà mai nelle storie di Anna.

Foto del Catalogo della Mostra “David Lazzaretti Il Messia dell’Amiata. Cimelie documenti” a cura di Anna Scattigno e Carlo Goretti, Edizione Effigi, Arcidosso, 2017
IL PRIMO LIBRO: L’ULTIMO SACERDOTE

Un anello, un bastone e un sigillo sono i tre simboli del Messia dell’Amiata, David Lazzaretti, fondatore del Giurisdavidismo e socialista utopico realmente esistito, la cui morte è ancora avvolta nel mistero.

L’avvocato Anna Donati non lo immagina, ma il suo destino sta per intrecciarsi con quello del nuovo Messia: è impegnata in veste di difensore nelle indagini sull’omicidio dell’ultimo sacerdote giurisdavidico.

Avventure ai limiti dell’incredibile e tanti enigmi da risolvere condurranno la protagonista tra i suggestivi paesaggi dell’Amiata, la Montagna Incantata. Qui scoprirà nuovi particolari sulla vita e la morte di Lazzaretti, e imparerà a conoscere meglio se stessa. Passato e presente, realtà e fantasia si intrecciano in questo luogo magico, spirituale ed esoterico in cui il tempo sembra essersi fermato.

Davide Lazzaretti
Foto del Catalogo della Mostra “David Lazzaretti Il Messia dell’Amiata. Cimelie documenti” a cura di Anna Scattigno e Carlo Goretti, Edizione Effigi, Arcidosso, 2017

DAVIDE LAZZARETTI
Chi era questo predicatore, questo eretico, il cui nome evoca riti, misteri, esoterismi e liturgie con i quali tinge la vetta del Monte Labbro di una spiritualità sospesa e densa di segretezza e soprannaturale?
David Lazzaretti, il barrocciaio divenuto il “profeta dell’Amiata” segna gli anni centrali dell’800 con visioni e predicazioni legate a una missione: recuperare lo spirito antico del cristianesimo. Un ritorno alle origini, in pratica, che l’aria scabra dell’Amiata e dei suoi luoghi ispira e suscita.
Intorno a Lazzaretti e grazie alla sua predicazione nasce la comunità giurisdavidica, ispirata cioè al diritto di Davide, che cresce al punto da mettere in allarme la Chiesa. Lazzaretti viene così condannato come eretico e scomunicato. Egli si autoproclama “Cristo Duce e Giudice” e prosegue la sua missione finché non viene ucciso al termine di una processione dal Monte Labbro ad Arcidosso. Sepolto a Santa Fiora, in terra sconsacrata, i suoi resti saranno studiati dall’antropologo criminale Cesare Lombroso.
I suoi seguaci si dispersero, ma qualcuno giura che ancora oggi la predicazione giurisdavidica prosegua attraverso gli ultimi sacerdoti che, nelle notti di agosto, si riuniscono nella cripta in cima al Monte Labbro e in memoria del loro profeta celebrano riti e processioni.
Oggi, la storia di Lazzaretti e la cultura materiale che produsse la sua comunità sono conservate nel Centro Studi a lui intitolata ad Arcidosso (www.centrostudilazzaretti.it , con mostra su Lazzaretti ancora in corso).

PERCHÉ AMO QUESTA STORIA
Davide Lazzaretti è senza dubbio uno dei personaggi di spicco della Montagna Incantata, dalla complessa personalità e dalla vita in parte misteriosa.
È proprio grazie alla particolare storia del suo vissuto e del suo impegno sociale che Lazzaretti offre non pochi spunti letterari.
È ancora più straordinario se inquadrato nel tempo in cui è vissuto: molti hanno già scritto di lui, molti continueranno a farlo, ma forse nessuno svelerà del tutto i suoi misteri.
Anna Donati, avvicinandosi al misticismo giurisdavidico, ne resterà affascinata, trovandovi ispirazione per risolvere i suoi casi.
Non è possibile non scrivere di lui…

Foto del Catalogo della Mostra “David Lazzaretti Il Messia dell’Amiata. Cimelie documenti” a cura di Anna Scattigno e Carlo Goretti, Edizione Effigi, Arcidosso, 2017

(Ringrazio per i testi la dott.ssa Eleonora Mancini Dupont e per le immagini la professoressa Anna Scattigno, presidente del Centro Studi Lazzaretti)