IL SEGRETO DEL FAGGIO

IL TERZO ROMANZO

Un incubo nel cuore della notte ridesta l’avvocato Anna Donati e poco dopo una sconcertante telefonata vi fa seguito: il commissario Conti, che tante volte era corso in suo aiuto, è in stato di fermo per aver confessato l’omicidio della sua ex moglie. Nello stesso giorno anche l’amica Elvira, manager di successo, confessa un avvelenamento, per cui tutto sembra ricondurre a una maga e a un misterioso filtro d’amore.
Per difendere i suoi cari, Anna dovrà immergersi fra i misteri del prato della Contessa, sull’Amiata, la Montagna Incantata. La magia della luna, l’incanto del faggio della Contessa, che nasconde vicende nuove e antiche, la coinvolgeranno in un vortice di emozioni: a lei il compito di districarsi fra logica ed esoterismo, opponendo anima e ragione alle suggestioni dell’alchimia.

IL FAGGIO

Il prato della Contessa è uno dei luoghi chiave dell’intero romanzo, luogo di leggende e di macabri ritrovamenti.
Menandro scriveva che muor giovane colui che al cielo è caro e questa frase sembra riassumere la trama di tante leggende: amore e morte, un tema caro a molti in letteratura. A chi, dunque, affidare il difficile compito di raccontare l’amore tra la bellissima Gherarda e il giovane Aldobrando, se non all’unico vero protagonista della Montagna Incantata, il secolare faggio? È sua la voce che conduce il lettore in un luogo senza tempo, mostrandoci così la vita di due innamorati nascosti tra le lunghe falde del loro amico faggio, complice del loro amore segreto.

MENOPE
Flora, affresco
Flora, affresco

È la figura più misteriosa ed affascinate del libro. Eterea e senza età, Menope è senza dubbio un grande incontro per Anna Donati, che scontra la sua eccessiva razionalità con la potenza della magia. “È tutto un confine irregolare tra tenebre e luce. Sta tutto in quella linea diseguale, aspra e notevolmente sinuosa tra le tenebre e la luce. In ogni uomo c’è questa linea, c’è questo irregolare confine tra oscurità e luminosità.”
È parlando con Menope che Anna apre i suoi orizzonti mentali, spingendosi fino all’estremo e avvicinandosi anche alla soluzione dei casi che l’hanno travolta.

SIDEREUS NUNCIUS
Venezia, Baglioni, 1610
Venezia, Baglioni, 1610

 

La luna influenza tutta la vita sulla terra: è la scienza a studiarla, è la magia a subirne l’indubbio fascino. 

Scienza e magia, ne Il segreto del faggio sono vicine, così tanto che è la maga Menope a ricordare ad Anna la grandezza delle parole di Galileo Galilei  nel suo Sidereus Nuncius: “…il termine che divide la parte oscura dalla luminosa non si stende uniformemente secondo una linea ovale, come in un solido perfettamente sferico dovrebbe accadere, ma è segnato da una linea diseguale, aspra e notevolmente sinuosa […] poiché oltre i confini della luce e delle tenebre si estendono nella parte oscura molte come lucide escrescenze e, al contrario, delle particelle tenebrose si inoltrano nella zona illuminata. Anzi, di più, un gran numero di piccole macchie nericce, del tutto separate dalla parte oscura, cospargono dovunque quasi tutta la plaga già illuminata dal Sole …”.  Il ritmo incessante degli eventi macabri viene rotto dall’incanto della luna sull’Amiata, regalando così qualche momento di piacere agli occhi del lettore.

IL LIBRO
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